Posso sempre contare sul mio gattino. Se mi faccio vedere arrabbiato per qualche cosa, viene da me a cercare di consolarmi e farmi cambiare umore. Se invece la seccatura è diretta a lui, esce di stanza offeso o impaurito e aspetta finché non mi passa (due minuti, forse meno) prima di tornare da me a cercare coccole.
E' così anche con la gente benché molte persone spesso non se ne accorgono. Il nostro problema è che lo rendiamo più complicato quando pensiamo.
Creiamo ragioni; ci diamo spiegazioni; cerchiamo giustificazioni. E così il cambiamento di umore tarda ad arrivare.
Certi amici ci permettono di avvicinare solo fino ad un certo punto prima che si sentono in pericolo e quindi ci devono respingere. Si accorgono che vorrebbero che ci riavvicinassimo di nuovo e di più ma una volta che lo facciamo...
Purtroppo non sanno perché. Il brutto è quando non si chiedono perché.
Il gatto conosce bene questo gioco, ma non si fa domande. Anzi, credo che sospetta che il suo dare e ricevere amore dipende da questo gioco. Cioè, è il gioco che gli permette di sperimentare il sentimento.
Forse è così anche per noi. Altrimenti rischiamo di dare tutto per scontato. Quindi come il gatto, aspetto che il ciclo si ripete.
Miauu. Prrrrrrrrrrrr.
Futurepoll
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